Negli ultimi anni, l’Europa ha perso terreno rispetto a Stati Uniti e Cina nella ricerca e sviluppo (R&S) di nuovi farmaci, con un calo degli investimenti e un rallentamento nell’innovazione. Per questo motivo, l’European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) ha presentato una serie di proposte per modernizzare il quadro normativo e rilanciare la competitività del settore.
Secondo EFPIA, la regolamentazione farmaceutica europea è troppo lenta e complessa rispetto a quella statunitense. Le aziende devono affrontare iter autorizzativi lunghi e burocratici, che ritardano l’accesso ai nuovi farmaci per i pazienti. Per esempio, l’approvazione di una terapia innovativa in Europa richiede mediamente 500 giorni, contro i 244 giorni negli USA.
Un altro problema segnalato riguarda gli incentivi alla ricerca. Mentre Stati Uniti e Cina attraggono investimenti privati con agevolazioni fiscali e finanziamenti pubblici, l’Europa fatica a sostenere la competitività delle aziende farmaceutiche. EFPIA propone quindi un pacchetto di misure per migliorare il contesto normativo, tra cui:
- Snellire i processi di autorizzazione dei farmaci, riducendo i tempi di valutazione dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).
- Maggiori incentivi alla ricerca e sviluppo, con agevolazioni fiscali per le aziende che investono in innovazione.
- Armonizzazione normativa tra i Paesi membri per evitare discrepanze nei tempi di accesso ai farmaci.
- Rafforzamento della protezione brevettuale, per garantire alle aziende un adeguato ritorno sugli investimenti nelle terapie innovative.
Secondo Nathalie Moll, direttrice generale di EFPIA, senza un intervento urgente l’Europa rischia di diventare un mercato secondario per l’innovazione farmaceutica, con sempre più aziende che scelgono di sviluppare e lanciare i propri prodotti prima negli USA e in Asia.
Alcuni governi europei, come quello tedesco e francese, hanno già manifestato interesse per queste proposte, mentre altri, tra cui l’Italia, chiedono un equilibrio tra incentivi alle aziende e sostenibilità economica per i sistemi sanitari pubblici.
Bruxelles sta valutando l’integrazione di alcune di queste proposte nella riforma farmaceutica prevista per il 2025, con l’obiettivo di rendere l’Europa più attrattiva per gli investimenti nel settore.