Sono stati presentati all’American Heart Association (AHA) 2020, in una sessione dedicata alla rianimazione, i risultati di un piccolo studio pilota denominato IMICA (Interleukin-6 Receptor Antibodies for Modulating the Systemic Inflammatory Response After Out-of-Hospital Cardiac Arrest), che ha coinvolto 80 pazienti in coma rianimati dopo un arresto cardiaco extraospedaliero che hanno ricevuto tolicizumab.
L’endpoint primario era la riduzione dei livelli di CRP, gli endpoint secondari includevano i livelli di troponina T (TNT), la banda miocardica della creatinina chinasi (CKMB), marcatori di lesione cardiaca/infarto, l’NT-proBNP, un marcatore di stress miocardico e l’enolasi, un marcatore di lesione cerebrale.
I livelli di proteina C reattiva sono stati ridotti di più dell’84% nei pazienti che ricevevano tolicizumab nelle prime 72 ore.
I pazienti trattati con un’infusione dell’anticorpo, che blocca i recettori dell’interleuchina-6, hanno mostrato una riduzione della risposta infiammatoria sistemica e benefici cardioprotettivi.
Attualmente i ricercatori stanno valutando l’opportunità di ripetere lo stesso intervento in uno studio più ampio.
