Il 37° Congresso Nazionale SIMG pone in evidenza le criticità e come l’emergenza Covid abbia travolto i Medici di famiglia. Non debbono essere perse di vista le quattro aree di riferimento dell’attività del MMG: prevenzione, gestione dei disturbi acuti, cronicità e fragilità, ha affermato il dott. Cricelli, presidente della Società.
L’emergenza ha determinato nella prima ondata uno sbilanciamento dell’attività professionale nei confronti della gestione del paziente affetto da Covid-19 e delle problematiche correlate alla gestione della pandemia.
Uno dei temi caldi del congresso della SIMG è stato quello di influenza e COVID e di come orientarsi. Il picco influenzale quest’anno sarà previsto per metà gennaio e coinvolgerà circa tre milioni di italiani. Altri tre, invece, quelli previsti fino alla primavera. Secondo la SIMG si tratterebbe di una stagione con numeri più bassi rispetto alla precedente, che ha contato circa 8 milioni di casi soltanto in Italia.
L’influenza è da sempre una delle principali sfide sanitarie di fine anno – ha dichiarato il Dott. Claudio Cricelli – e mai come quest’anno, però, effettuare la relativa vaccinazione è fondamentale, perché è ormai risaputo che l’influenza presenta sintomi molto simili a quelli da COVID19. In queste settimane noi, medici di base, stiamo somministrando circa 18 milioni di dosi; dovremmo riuscirci a terminarle per fine novembre. Ma continueremo a somministrarle ad oltranza.
La pandemia di Covid-19, ha continuato, impone ai medici di apprendere più moderne soluzioni diagnostico-terapeutiche per le prevalenti patologie cardiovascolari, metaboliche, respiratorie al fine di gestire al meglio la complessità, senza trascurare i percorsi di prevenzione, come quelli delle vaccinazioni, tenendo conto del nuovo contesto epidemiologico determinato dal SARS-CoV2.
