Febbraio è un mese rivelatore: fragilità che emergono, patologie croniche che si riacutizzano, un sistema sanitario messo alla prova. In questo contesto la prevenzione mostra tutta la sua importanza.
Per anni è stata vissuta come un insieme di controlli periodici. Oggi non basta più. L’intelligenza artificiale permette un approccio più continuo, basato sull’analisi dei dati clinici e comportamentali. Alcuni sistemi sono in grado di individuare precocemente soggetti a rischio, intercettando segnali deboli prima che diventino sintomi. Non predicono il futuro, ma aiutano a intervenire prima.
La prevenzione resta però una relazione: dati interpretati, decisioni condivise, percorsi personalizzati. La tecnologia segnala, il medico conosce la persona.
Prevenire non significa controllare tutto, ma prendersi cura prima.

